Sano pragmatismo polacco
Mentre Jörg Asmussen, membro tedesco del Board esecutivo della Banca centrale europea (Bce) ribadisce (retoricamente) che essa sta lavorando soltanto a “un piano A” per la Grecia, il ministro dell’Economia polacco, Jaceck Rostowski, dimostra un po’ di sano pragmatismo intervenendo sul Financial Times.
6 AGO 20

Mentre Jörg Asmussen, membro tedesco del Board esecutivo della Banca centrale europea (Bce) ribadisce (retoricamente) che essa sta lavorando soltanto a “un piano A” per la Grecia, il ministro dell’Economia polacco, Jaceck Rostowski, dimostra un po’ di sano pragmatismo intervenendo sul Financial Times. Rostowski spiega che contro il rischio che la crisi debitoria della Grecia inneschi una fuga dai depositi bancari distruttiva della sua economia, e che in Spagna la crisi delle banche inneschi una crisi del debito con conseguenze drammatiche per l’euro, l’unica soluzione starebbe in un annuncio della Bce: l’Eurotower dovrebbe far sapere che essa è pronta a comprare illimitate quantità di titoli di Spagna e Italia se l’euro è in pericolo. Ciò farebbe scendere gli spread di Madrid e Roma, renderebbe secondaria la scelta della Grecia di rimanere nell’euro o no in base all’esito delle elezioni. Rostowski merita un elogio, molto più dei grandi riuniti nel G8 di Camp David, le cui rassicurazioni non hanno convinto i mercati, e del volonteroso Asmussen che non dice nemmeno in che consista il piano A. Il politico polacco ricorda che l’ex presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nell’agosto 2011 lanciò un massiccio acquisto di titoli italiani, spagnoli, portoghesi e greci, dichiarando che il mandato monetario della Bce la autorizza a politiche anomale quando è in pericolo l’euro.
In altre parole, l’acquisto di debiti pubblici in misura illimitata è consentito quando è in gioco la stabilità dei prezzi – che include anche i titoli e i beni capitali – così come insegna la teoria ortodossa della moneta di Friedrich von Hayek. Rostowski va più in là e aggiunge un poderoso argomento giuridico, sinora non considerato: ciò che la Bce possa o debba fare nel caso che uno stato esca dall’euro non è stato previsto dal trattato europeo e dallo statuto della stessa Banca che pertanto è libera di adottare misure estreme per tali situazioni estreme. Rostowski aggiunge che per la Polonia sarebbe stato meglio che ciò fosse reso esplicito nel Fiscal compact sottoposto alla firma degli stati membri; ma poiché per modificare lo statuto della Bce ci vuole il consenso inglese e Londra non firma il Fiscal compact, ciò non sarebbe servito. In questo gioco di veti incrociati, ci voleva un ministro di Varsavia per richiamare quel che Berlino sembra non avere messo a fuoco.